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Tinteggiature per esterni e facciate

Una facciata si scrosta agli angoli, si copre di verde sul lato a nord, lascia entrare l'acqua dove l'intonaco ha ceduto: il colore spento è l'ultimo dei segnali. Lavoriamo sulle facciate in tutta la provincia di Verona, e prima di scegliere la tinta guardiamo che cosa c'è sotto.

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Da dove si parte

Quattro modi in cui una facciata chiede di essere rifatta

Nessuno ci chiama dicendo «vorrei una tinteggiatura silossanica». Ci chiamano perché hanno visto qualcosa. Questi sono i quattro punti di partenza più frequenti, e ognuno porta a un ciclo di lavorazione diverso.

  • Si sfoglia e cade a scaglie

    Le scaglie si staccano prima agli angoli, sotto i davanzali e sui cornicioni: i punti dove l'acqua si ferma. Se l'intonaco suona a vuoto sotto le nocche vuol dire che si è staccato dal muro, e ridipingerlo sopra non serve: la mano nuova viene via insieme alla vecchia. Qui la parte lunga del lavoro è la ricostruzione.

  • Il lato a nord è verde, grigio, nero

    Alghe, licheni e patine scure crescono dove la parete resta fredda e umida e il sole non la asciuga mai. In pianura veronese è la norma: la nebbia e l'umidità che l'Adige tiene alta lavorano tutto l'inverno. Lavare da solo dura poco se la superficie continua a trattenere acqua, e in due stagioni si torna al punto di partenza.

  • Crepe, aloni, macchie che tornano

    L'acqua che entra in una microfessura d'inverno gela, aumenta di volume e allarga la fessura dall'interno. Ogni gelata la fa crescere. Le macchie che ricompaiono dopo una mano di pittura raccontano che l'acqua arriva ancora da qualche parte, e finché non si capisce da dove, ridipingere è solo rimandare.

  • Il colore è spento, la casa dimostra più anni

    I raggi ultravioletti degradano e sbiadiscono il film di finitura, lo smog lo ingrigisce, la pioggia lascia colature sotto le sporgenze. È usura, ed è il momento migliore per intervenire: finché lo strato di finitura fa il suo lavoro il muro sotto è ancora sano, e il lavoro costa un ordine di grandezza in meno.

Come lavoriamo

Il ciclo,
passo per passo

Il lavoro comincia dall'osservazione. Queste sono le cinque cose che facciamo su una facciata, nell'ordine in cui le facciamo, con la decisione che si prende in ognuna.

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  • Prima si guarda il muro

    Arriviamo e per un po' non tocchiamo niente. Guardiamo com'è fatto il supporto, come è stato trattato in passato, dove l'intonaco suona a vuoto, da che parte batte il sole e da che parte non arriva mai, dove l'acqua si ferma. Si bussa, si controllano i punti critici: angoli, davanzali, cornicioni, attacco a terra.

    La decisione che si prende qui è la più pesante di tutte: se il problema è solo di finitura, o se sotto c'è qualcosa da ricostruire. Sbagliarla significa consegnare un lavoro bello che dura due inverni.

  • Prima si guarda il muro
  • Si lava, e solo dopo si vede davvero

    Il lavaggio è il momento in cui la facciata si mostra per quello che è.

    Sotto le patine scure compaiono crepe che non si vedevano, riprese fatte male, punti in cui l'intonaco si è già staccato. Qui la valutazione fatta prima si conferma o si corregge, e se si corregge lo diciamo subito, prima di cominciare a ricostruire.

  • Si lava, e solo dopo si vede davvero
  • Si toglie quello che non tiene

    Tutto ciò che non è più aderente va via, anche quando vuol dire allargare la zona rispetto a quello che si vedeva. Poi si ricostruisce: ripristino delle parti ammalorate, stuccature, rasature per riportare la superficie a texture e planarità uniformi, fondo aggrappante dove serve.

    È la parte del lavoro che alla fine non si vede più, ed è quella che decide se il risultato dura. È anche la ragione per cui due preventivi seri sulla stessa facciata possono essere diversi: dipende da quanto muro c'è da rifare.

  • Si toglie quello che non tiene
  • Il prodotto si sceglie sul supporto

    All'esterno due proprietà tirano in direzioni opposte: l'idrorepellenza tiene l'acqua fuori, la traspirabilità lascia uscire il vapore che il muro ha dentro. Un prodotto molto impermeabile su una muratura che deve smaltire umidità la intrappola, e in un paio d'inverni si stacca.

    La scelta la facciamo noi e ce la prendiamo noi: dipende da com'è fatto il supporto, da come è esposto e da che cosa c'era prima. Nel preventivo trovi scritto quale ciclo proponiamo e per quale caratteristica del tuo muro.

  • I marchi dei prodotti con cui lavoriamo: Sikkens, Caparol, Casati, Kerakoll
    Il prodotto si sceglie sul supporto
  • I tempi tecnici non si comprimono

    Ogni prodotto ha un tempo per asciugare e maturare prima della lavorazione successiva, e quel tempo è quello. Applicare una mano su un fondo non ancora pronto vuol dire vederla venire via dopo un inverno, quando noi non ci siamo più.

    Preferiamo impiegare un giorno in più piuttosto che compromettere un lavoro che deve durare anni. Anche il meteo entra qui: fuori da certe condizioni di umidità e temperatura non si applica, e basta.

  • I tempi tecnici non si comprimono
Prima e dopo

La facciata, prima e dopo il ciclo

Tre facciate vere, tenute premute per vedere come sono venute. Sono scatti di cantiere fatti col telefono a mesi di distanza, quindi le due inquadrature non coincidono al millimetro.

Via depositi e patine
Il lavaggio rimuove polvere, smog, alghe e residui: viene prima di qualsiasi altra cosa.
L'intonaco torna sano
Rimozione delle parti che suonano a vuoto, ripristino delle zone ammalorate, rasatura di regolarizzazione.
Una superficie che respira e respinge l'acqua
La finitura si sceglie sull'equilibrio fra traspirabilità e idrorepellenza, in base a supporto ed esposizione.
  • Casa di paese, fronte su strada: dopo l'interventoDopo
    Casa di paese, fronte su strada: prima dell'interventoPrima
    Tieni premuto

    Verona, frazione di Avesa

    Casa di paese, fronte su strada

    Che cosa non andavaUna casa ferma lì da un secolo che si stava sgretolando su se stessa: le malte non erano più ancorate al muro e l'umidità saliva dal basso.

    Ciclo sceltoRipristino completo. Tolte tutte le malte che non tenevano più e rifatte con malte osmotiche, che tengono fuori l'umidità invece di sigillarla dentro. Rifatte le zoccolature intorno alle finestre. Finitura con ciclo silossanico: respinge l'acqua e lascia uscire il vapore dal muro.

  • Villetta, il lato: dopo l'interventoDopo
    Villetta, il lato: prima dell'interventoPrima
    Tieni premuto

    Casaleone (VR)

    Villetta, il lato

    Che cosa non andavaQuarant'anni di interventi fatti un po' a caso, uno sopra l'altro, e i depositi di smog, alghe e muffe di tutti quegli anni. Nessuna crepa e nessun distacco: il muro era sano, era il suo aspetto a non tenere più.

    Ciclo sceltoLavaggio con idropulitrice per portare via smog, alghe e muffe, poi ciclo completo di tinteggiatura per uniformare la parete. Qui non c'era da ricostruire: c'era da rimettere in ordine. Le rasature sopra il garage e intorno alle finestre vengono dall'installazione dei serramenti nuovi, che non abbiamo fatto noi.

  • Casa con portico, fronte: dopo l'interventoDopo
    Casa con portico, fronte: prima dell'interventoPrima
    Tieni premuto

    San Briccio, comune di San Pietro di Lavagno (VR)

    Casa con portico, fronte

    Che cosa non andavaTrascurata e presa dalle intemperie: piccoli distacchi, micro-fessurazioni, molto sporco depositato sulle pareti e il colore ormai sbiadito.

    Ciclo sceltoLavaggio delle pareti, poi fissativo e rasatura sulle fessurazioni. Una mano di fissativo e due di pittura silossanica su tutta la casa, ripresa dal tetto alla zoccolatura: carteggiate e trattate con impregnante anche le travi del sottotetto.

Anche il cappotto termico

Facciamo anche il cappotto termico

  1. Il cappotto non comincia da noi

    Comincia da un termotecnico, che guarda come sono fatti i muri oggi e quanto efficientamento serve davvero. Da quella valutazione escono le due cose che decidono tutto il resto: lo spessore e il tipo di materiale. Sceglierle a occhio, o sul catalogo, vuol dire mettere addosso a una casa il pacchetto di un'altra.

  2. Il materiale si sceglie sulla casa

    XPS, oppure fibre naturali come il sughero e la canapa. E quando la situazione è particolare si cerca il prodotto più adatto a quel caso, perché il cappotto giusto è quello giusto per quel muro.

  3. Se fuori non si può, si isola dentro

    Non tutte le facciate si possono toccare dall'esterno, e i motivi sono i più vari. In quei casi l'edificio si isola dall'interno e si riveste in cartongesso: è un cantiere diverso, con vincoli diversi, ma il problema che risolve è lo stesso.

Perché molti lo fanno adesso

Buona parte di questi lavori si fa per sfruttare le detrazioni fiscali disponibili in questo periodo. Le percentuali e il massimale in vigore nel 2026 sono più avanti in questa pagina, nella parte sui condomini.

Isolamento dall'interno: struttura metallica, isolante in lana e lastre di cartongesso in posa
Quando la facciata non si può toccare da fuori: struttura, isolante e cartongesso dall'interno.

Il tuo caso

Casa singola o condominio: cambia tutto

Il muro è muro, e la lavorazione è la stessa. Quello che cambia sono i soldi e chi decide, e conviene saperlo prima di chiedere un preventivo.

Casa singola

Villetta, casa indipendente, edificio di proprietà

Qui decidi tu e i tempi li fai tu. C'è però una cosa che quasi nessuno dice prima, ed è la prima riga qui sotto. Preferiamo dirla al primo incontro, prima che la scopra il commercialista.

  • Decide una persona sola: niente assemblea, niente millesimi
  • Sulla sola tinteggiatura esterna non spetta detrazione: è manutenzione ordinaria
  • Dentro un intervento più ampio il quadro cambia, e va valutato caso per caso
Condominio

Parti comuni di un edificio residenziale

Sulle parti comuni anche la sola tinteggiatura rientra nel bonus ristrutturazioni. Il bonus facciate, quello che tutti ricordano, non esiste più dal 2023: quello che c'è oggi è la detrazione ordinaria sulle ristrutturazioni, che sulle parti comuni copre anche la manutenzione ordinaria. La decisione però passa da più mani: un tecnico, un capitolato, i preventivi e l'assemblea.

  • La catena è tecnico, capitolato, preventivi, assemblea: il preventivo deve reggere il confronto voce per voce
  • Detrazione al 50% sull'abitazione principale e al 36% sulle altre unità nel 2026, su un massimale di 96.000 € per unità immobiliare
  • Con gli amministratori lavoriamo, mettendo in conto che i tempi sono quelli dell'assemblea. Il ponteggio è nostro su una facciata singola; su uno stabile intero lo noleggiamo da una ditta specializzata

Non siamo consulenti fiscali e non ci sostituiamo al tuo. Qui riportiamo il quadro generale aggiornato al 2026: il caso specifico va verificato con il commercialista.

Prima di decidere

Che cosa ti lasciamo dopo il sopralluogo

Il sopralluogo serve a capire che cosa ha davvero quel muro, e quello che ne esce te lo lasciamo scritto, anche se poi scegli qualcun altro.

Sopralluogo e preventivo sono gratuiti e non impegnano a niente.

  • L'analisi del supporto

    In che condizioni è l'intonaco, dove ha ceduto, come è stato trattato in passato, quali sono i punti critici per esposizione. Su carta, con i punti critici indicati uno per uno.

  • Il ciclo proposto, con il perché

    Quali lavorazioni, in che ordine, e la ragione di ogni scelta. Se proponiamo una finitura più traspirante o più impermeabile, c'è scritto per quale caratteristica del tuo muro.

  • Le voci di lavorazione separate

    Preparazione, ripristini, finitura: ognuna con la sua quantità. Serve a confrontare due preventivi su cose paragonabili invece che su due numeri finali. In condominio è la base su cui si costruisce il capitolato.

  • I documenti dell'impresa

    Visura, DURC, polizze e formazione: ci sono tutti e sono in ordine, e te li diamo nel momento in cui li chiedi. Verificare l'idoneità tecnico-professionale di chi esegue i lavori è un obbligo che la legge mette in capo a chi li commissiona, quindi è una domanda che vale la pena fare a chiunque.

  • Il contratto, se si va avanti

    Quando il preventivo viene accettato si firma un contratto che tutela te e noi allo stesso modo, e che va rispettato da tutti e due.

  • La garanzia, per iscritto

    Quattro cose, messe nero su bianco.

    • Che il colore tenga: non vira, non sfiamma, non sbiadisce.
    • Che i materiali siano compatibili con la superficie su cui vanno.
    • Che il lavoro sia eseguito a regola d'arte, seguendo le schede tecniche dei produttori.
    • Che il cantiere resti pulito e ordinato, durante le lavorazioni e alla fine.

Vuoi sapere che cosa ha la tua facciata?

Veniamo a guardarla. Se il problema è solo di finitura te lo diciamo, e se sotto c'è da ricostruire te lo diciamo lo stesso, prima di cominciare.

Prenota il sopralluogo

Domande frequenti

Quali sono i vantaggi di una tinteggiatura esterna professionale?

Una facciata esposta prende smog, alghe, pioggia e gelo. Un ciclo per esterni fatto bene tiene l'acqua fuori e lascia uscire il vapore che arriva da dentro: è quell'equilibrio a decidere se l'intonaco sotto resta asciutto. Sulle facciate della provincia di Verona lavoriamo spesso con cicli silossanici, scelti su com'è fatto e com'è esposto quel muro.

Qual è il periodo migliore dell'anno per tinteggiare una facciata?

Le mezze stagioni. I prodotti per esterni hanno bisogno di temperature miti e di un supporto asciutto per formare il film come devono: sotto una certa soglia la presa si compromette, e il gelo notturno su una facciata appena finita può rovinarla. All'opposto, il sole pieno d'agosto su un muro esposto asciuga la superficie troppo in fretta rispetto agli strati sotto. Conta anche la pioggia dei giorni precedenti: un muro che ha assorbito acqua va lasciato asciugare prima di essere chiuso da una finitura.

Che prodotto usate sulla mia facciata?

Il prodotto migliore è quello giusto per quel muro. All'esterno la scelta si gioca su due proprietà che tirano in direzioni opposte (tenere fuori l'acqua e lasciare uscire il vapore), e l'equilibrio fra le due si decide guardando com'è fatto il supporto, come è esposto e che cosa c'era prima. È una scelta che facciamo noi e di cui ci prendiamo la responsabilità: nel preventivo trovi scritto quale ciclo proponiamo e per quale caratteristica della tua facciata.

Serve il ponteggio per tinteggiare una facciata?

Dipende dall'altezza e da come si raggiunge la parete. Su un piano singolo o su superfici accessibili possono bastare trabattelli o piattaforme; su edifici più alti il ponteggio diventa la via normale, perché consente di lavorare in sicurezza e con continuità su tutta la superficie. Quando l'impalcatura occupa marciapiede o strada serve l'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico del Comune, che va richiesta prima di iniziare. È un passaggio da mettere in conto in fase di sopralluogo.

Il sopralluogo e il preventivo sono impegnativi?

No. Il sopralluogo serve a guardare il muro con i propri occhi: capire in che stato è il supporto, se ci sono crepe, umidità o vecchie finiture da rimuovere, e quali passaggi servono davvero. Solo dopo si può mettere insieme un preventivo che sta in piedi. Fino a quel momento non c'è nessun impegno da prendere.

Quanto costa rifare una facciata?

Dipende quasi tutto da una cosa sola: quanto muro c'è da ricostruire prima di arrivare alla pittura. Una facciata sana da rinnovare e una con l'intonaco che si stacca sono lavori di ordine di grandezza diverso, e nessun numero dato al telefono può tenerne conto. Per lo stesso motivo non troverai un prezzo al metro quadro su questo sito: sarebbe un numero che non tiene conto del tuo muro. Sopralluogo e preventivo sono gratuiti.

Quanto dura il cantiere?

Non lo diciamo a priori, e il motivo è che quantificarlo senza aver visto il cantiere significherebbe inventarlo. Dipende dal ciclo (una risanificazione antimuffa e una tinteggiatura sono due lavori diversi) e dai tempi di asciugatura che le schede tecniche dei prodotti impongono, e che non comprimiamo: se un prodotto ha bisogno di un giorno, quel giorno se lo prende. Quello che facciamo è dichiarare la tempistica nel preventivo e impegnarci a rispettarla; se per qualsiasi ragione non fosse possibile, te lo diciamo appena lo sappiamo.

Serve un permesso per ridipingere la facciata?

Rifare lo stesso colore di norma resta manutenzione ordinaria. Cambiare colore, o intervenire in centro storico o su un edificio vincolato, è un caso diverso e va verificato con il Comune prima di cominciare. Nel dubbio lo verifichiamo insieme durante il sopralluogo.

E se piove?

Non si applica. Umidità e temperatura fuori dai limiti del prodotto rovinano la presa, e il difetto salta fuori mesi dopo. Un cantiere di facciata convive con il meteo: si programma sapendolo, e si aspetta quando serve aspettare.

Che garanzia ho sul lavoro?

Quattro cose, messe nero su bianco. Che il colore tenga, cioè non viri, non sfiammi e non sbiadisca. Che i materiali siano compatibili con la superficie su cui vanno. Che il lavoro sia eseguito a regola d'arte seguendo le schede tecniche dei produttori. E che il cantiere resti pulito e ordinato, durante le lavorazioni e alla fine. Per riferimento, la responsabilità sulle opere è regolata dall'articolo 1667 del Codice Civile e da quanto scritto nel capitolato.

Chi viene a fare il lavoro?

In cantiere c'è sempre il titolare, tutti i giorni, con gli attrezzi in mano. Con lui c'è un collaboratore fisso, e la squadra si dimensiona sul progetto: quante persone servono per quel lavoro. È una domanda che vale la pena fare a chiunque: sapere chi ti sale sul ponteggio è diverso dal sapere il nome dell'azienda.

Dove lavoriamo

Una facciata invecchia diversamente a Legnago e a Peschiera

Sembra una frase da dépliant e invece è la ragione per cui il ciclo cambia da un comune all'altro. La pianura padana è una delle zone più nebbiose d'Europa e l'Adige tiene alta l'umidità dell'aria; il Garda, venti chilometri più in là, mitiga.

  • Verona

    Centro storico e prima periferia. Qui il vincolo non è solo tecnico: cambiare colore su un edificio del centro passa dal Comune, e si verifica prima di ordinare il prodotto.

  • Albaredo

    Pianura sull'Adige, aria umida per tutto l'inverno. È il contesto in cui i fronti a nord si coprono di alghe e licheni più in fretta che altrove.

  • San Giovanni Lupatoto

    Cintura urbana e assi di traffico: allo smog che ingrigisce la finitura si somma il deposito che la pioggia lascia colare sotto le sporgenze.

  • Villafranca di Verona

    Tessuto misto di case singole e palazzine: è il territorio in cui capita più spesso di lavorare sia con il proprietario sia con l'amministratore.

  • Legnago

    Bassa veronese, pianura aperta e nebbie invernali. Qui la traspirabilità del ciclo non è un dettaglio da scheda tecnica.

  • Bussolengo

    Fascia fra la città e le colline moreniche del lago, con escursioni termiche più marcate: gelo e disgelo lavorano sulle microfessure tutto l'inverno.

  • Peschiera del Garda

    Il lago mitiga il freddo ma aggiunge la sua parte di umidità, e in centro valgono gli stessi vincoli di qualunque tessuto storico.

Sopralluogo e preventivo sempre gratuiti a Verona e provincia

Si comincia guardando la superficie

Il sopralluogo serve a capire in che condizioni è il supporto e quale ciclo di lavorazione gli serve davvero. Il preventivo arriva dopo, su quello che c'è effettivamente da fare.