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Sopralluogo e preventivo sempre gratuiti a Verona e provincia

Tinteggiature, ripristini
e risanamento muffe a Verona

Lavoriamo in tutta la provincia, con particolare attenzione alle facciate. Il ciclo di lavorazione si sceglie dopo aver analizzato il supporto: ci prendiamo cura dell'immobile, dall'intonaco alla tinta.

scorri

Color Pro Italia si occupa di tinteggiature, ripristini e finiture in tutta la provincia di Verona, con particolare attenzione alle facciate e alle superfici esterne. Una parete deve essere bella il giorno della consegna e reggere gli inverni che vengono dopo: è lì che si vede se il lavoro sotto è stato fatto.

  • Preservare

    ciò che possiedi già: la casa, la facciata, l'intonaco che sta sotto il colore.

  • Proteggere

    attraverso lavorazioni e prodotti adeguati alla superficie che hanno davanti.

  • Valorizzare

    attraverso un risultato estetico curato, che regge anche fra qualche anno.

  • ESTERNI

    Tinteggiature per esterni e facciate

    Dopo
    Prima
    01 / 03
  • INTERNI

    Tinteggiature per interni

    Dopo
    Prima
    02 / 03
  • MUFFE

    Sanificazione da muffe e umidità

    Dopo
    Prima
    03 / 03

Perché noi

Come affrontiamo un lavoro

Di bravi artigiani, a Verona, ce ne sono. Quello su cui ci giochiamo la differenza è il modo in cui un lavoro viene affrontato, da prima che si apra un secchio di pittura: come si guarda il muro, che cosa si prepara, quanto si aspetta fra una lavorazione e l'altra.

  • Prima si guarda il muro

    Il lavoro comincia dal capire cosa c'è davanti: in che condizioni è il supporto, come è stato trattato in passato, se ci sono zone che si sgretolano o si staccano. Il ciclo di lavorazione si decide alla fine di quell'analisi, con il muro già guardato da vicino.

  • Prima si guarda il muro
  • La parte che non si vede

    Lavaggio, rimozione delle parti non più aderenti, ripristini, stuccature e rasature, fondi e fissativi. A lavoro finito niente di tutto questo si vede più, ed è quello che tiene il risultato negli anni. La pittura arriva alla fine, quando tutto il resto è già fatto.

  • La parte che non si vede
  • Il prodotto si sceglie sul supporto

    Un muro esterno e uno interno chiedono cose opposte. Fuori significa trovare l'equilibrio fra tenere l'acqua fuori e lasciar uscire il vapore; dentro, far reagire allo stesso modo un fondo fatto di stucco nuovo e intonaco vecchio. È una scelta che ci prendiamo noi, e nel preventivo c'è scritto per quale caratteristica del muro l'abbiamo fatta.

  • I marchi dei prodotti con cui lavoriamo: Sikkens, Caparol, Casati, Kerakoll
    Il prodotto si sceglie sul supporto
  • Il tempo tecnico si rispetta

    Ogni prodotto ha un tempo per asciugare e maturare prima della lavorazione successiva, e quel tempo è quello. Applicare una mano su un fondo non ancora pronto vuol dire vederla venire via dopo un inverno, quando noi non ci siamo più. Preferiamo impiegare un giorno in più piuttosto che compromettere un lavoro che deve durare anni.

  • Il tempo tecnico si rispetta
  • Cura di tutto quello che non si tinteggia

    Protezione degli ambienti e delle parti che i lavori non devono toccare, cantiere in ordine, pulizia, attenzione ai particolari. Chi ci chiama ci affida un immobile che ha un valore economico e spesso anche personale, e quel valore comincia dal pavimento che copriamo il primo giorno.

  • Cura di tutto quello che non si tinteggia

Prima del colore

Il ciclo comincia dall'idropulitrice

Quando le condizioni della facciata lo richiedono, prima di fissativi, fondi e finiture passiamo con il lavaggio ad alta pressione. È la fase in cui il supporto si verifica e si prepara: con la patina scura via, il muro si mostra per quello che è.

Che cosa porta via

  • Lo sporco atmosferico e lo smog depositati negli anni.
  • La polvere e i depositi fermi sulla superficie.
  • I residui incoerenti, cioè tutto quello che sta sopra senza far corpo con il muro.
  • La vecchia pittura già in fase di distacco.

Che cosa prepara

  • Fa emergere le zone degradate, che sotto la patina scura restano nascoste.
  • Stacca le parti che non aderiscono più, prima che finiscano sotto la mano nuova.
  • Prepara il supporto alle lavorazioni successive.
  • Favorisce l'adesione del ciclo di finitura.
  • Contribuisce alla durata dell'intervento nel tempo.

Una pittura nuova stesa su una superficie sporca o poco coesa compromette l'adesione di tutto il ciclo, a partire dagli strati che stanno sotto. Il lavaggio è il passaggio che mette il muro nelle condizioni di riceverla, ed è dove si vede quanto ripristino serve davvero.

Il getto sulla fascia bassa: dietro la lancia la superficie torna del suo colore.

Come si stende

Airless, quando il cantiere lo consente

Quando le caratteristiche del cantiere lo permettono usiamo sistemi di verniciatura airless professionali: la pittura viene nebulizzata ad alta pressione, senza aria compressa. La velocità è il vantaggio che si nota per primo; gli altri si vedono sulla superficie finita.

Perché lo usiamo

  • Distribuisce il prodotto in modo continuo anche su superfici molto ampie.
  • Dà una stesura omogenea, con meno interruzioni e meno differenze fra una passata e l'altra.
  • Permette di finire una parete grande senza staccare, e questo si sente sul tempo del cantiere.

Quando non lo usiamo

  • L'airless chiede una preparazione del cantiere lunga: tutto quello che non deve prendere pittura va mascherato con precisione.
  • In ambienti molto arredati, o con molti elementi da proteggere, quel lavoro costa più di quanto la tecnica faccia guadagnare.
  • Quando la superficie non lo rende conveniente, si torna a rullo e pennello.

La tecnica si sceglie sul supporto, sul prodotto e sulle condizioni vere del cantiere. Il tempo che l'airless fa guadagnare torna dentro il lavoro, nella preparazione e nelle mani che servono.

Airless in stanza: tutto quello che non deve prendere pittura è già protetto.

Chi siamo

Chi ti fa il preventivo
è chi ti fa il lavoro

Color Pro Italia è l'impresa di Michele Iurianello, con sede ad Albaredo d'Adige. In cantiere c'è lui: quello che non è di sua competenza lo affida a chi lo fa di mestiere, e lo dice.

Michele Iurianello controlla una parete con la mano, la luce radente accesa a terra
Il titolare è sul posto
Michele è presente in cantiere, con un collaboratore fisso; la squadra si dimensiona sul progetto da seguire. I tempi li comunica lui in fase di preventivo, e se una data non regge lo dice appena lo sa.
Dopo il preventivo, un contratto
Quando il lavoro viene accettato si mette per iscritto: un contratto che tutela tutti e due, l'impresa e chi le affida la casa, e che va rispettato. Visura, DURC, polizze e formazione ci sono, e si consegnano nel momento in cui servono.
Sappiamo dove finisce il nostro mestiere
Su una facciata singola il ponteggio è nostro; su uno stabile intero lo noleggiamo da una ditta che fa solo quello. Un termotecnico prima di un cappotto, ditte specializzate per il cartongesso di metratura importante, imprese di pulizia a fine cantiere. E se il problema non è da pittore, lo diciamo e non prendiamo il lavoro.

Con chi lavoriamo

Chi ci chiama,
e perché

Una parte del lavoro arriva da chi in quella casa non ci abita. Questa è la graduatoria del titolare, con dentro anche quello che di solito non si scrive.

  1. Amministratori di condominio

    Sono sempre interessanti, e i tempi sono quelli dell'assemblea: bisogna mettere d'accordo tante persone, e quell'attesa la mettiamo in conto noi, già nel preventivo.

  2. Agenzie immobiliari e gestori di affitti

    Committenti abituali: il lavoro si ripete nel tempo, e questo cambia il modo di organizzarlo.

  3. Architetti, progettisti e imprese

    Allo stesso livello delle agenzie. Chi arriva con un progetto in mano trova qualcuno che legge le schede tecniche e le rispetta.

  4. Locali commerciali e strutture ricettive

    I più interessanti, e il motivo è un numero: una casa si riprende in mano una volta ogni cinque o dieci anni, un'attività si rinnova ogni due o tre.

  5. Privati, e le case di pregio

    Quando si parla di case di pregio c'è un occhio particolare per le finiture estetiche: sono la parte del mestiere che si nota di più a lavoro finito.

Il colore

La parte che si vede

Dopo settimane di lavaggi, ripristini e fondi arriva il passaggio che tutti aspettano: la tinta. Trentasei, sei famiglie da sei gradini, dal chiaro da parete al tono pieno. Quattro famiglie nascono dai colori del nostro marchio, due (le terre e i neutri) sono quelle che in una tinteggiatura si chiedono più spesso. Gira la ruota e porta in cima quella che ti piace. Poi, quando sarà il momento, la guarderemo insieme sulla tua parete: la luce di casa cambia un colore più di quanto si creda.

Una cosa successa una volta

A Verona una facciata
ha reso più di quanto
è costata

Era una facciata messa male: distacchi da umidità, infiltrazioni, umidità di risalita, muri consumati dalle intemperie. L'abbiamo ripristinata tutta, dal supporto alla tinta. Il proprietario doveva vendere, e prima di mettere l'immobile sul mercato l'ha fatto rivalutare.

È costato
8-10.000 €
ripristino completo della facciata
Rivalutazione stimata
circa 20.000 €
dal perito di un'agenzia immobiliare

È successo su quella casa, in quel momento, in quel mercato, e la stima l'ha fatta un perito che non lavora per noi. Non promettiamo che accada di nuovo. Lo scriviamo perché dice una cosa vera del mestiere: su un immobile che va venduto, la facciata è la prima cosa che si vede.

I nostri clienti

Su Instapro: 4,9/5 su 7 recensioni

Valutazione 5/5

Un lavoro a dir poco eccezionale. Mi sono trovato molto bene con Michele di Color Pro. Ha saputo soddisfare le mie esigenze. Preciso e ben organizzato. Lo consiglio vivamente a chi vuole un lavoro di qualità e vuole fidarsi del professionista

Niccolo Dal Pezzo

Zone servite

Attivi in tutta la provincia di Verona

Serviamo abitazioni private, condomìni, immobili in affitto, negozi e locali commerciali.

e molti altri comuni della provincia.

  • Verona

    Verona

  • Albaredo, provincia di Verona

    Albaredo

  • San Giovanni Lupatoto, provincia di Verona

    San Giovanni Lupatoto

  • Villafranca di Verona, provincia di Verona

    Villafranca di Verona

  • Legnago, provincia di Verona

    Legnago

  • Bussolengo, provincia di Verona

    Bussolengo

  • Peschiera del Garda, provincia di Verona

    Peschiera del Garda

Domande frequenti

Quello che ci chiedono
più spesso

Quanto costa una tinteggiatura per interni a Verona?

Il prezzo dipende da quanto lavoro c'è prima della pittura: un muro sano da rinfrescare, uno da stuccare e rasare e uno con la muffa da bonificare sono tre lavori diversi, e il colore costa uguale in tutti e tre. Per questo il numero arriva dopo il sopralluogo, che è gratuito, insieme alla tempistica che ci impegniamo a rispettare.

Quali sono i vantaggi di una tinteggiatura esterna professionale?

Una facciata esposta prende smog, alghe, pioggia e gelo. Un ciclo per esterni fatto bene tiene l'acqua fuori e lascia uscire il vapore che arriva da dentro: è quell'equilibrio a decidere se l'intonaco sotto resta asciutto. Sulle facciate della provincia di Verona lavoriamo spesso con cicli silossanici, scelti su com'è fatto e com'è esposto quel muro.

Qual è il periodo migliore dell'anno per tinteggiare una facciata?

Le mezze stagioni. I prodotti per esterni hanno bisogno di temperature miti e di un supporto asciutto per formare il film come devono: sotto una certa soglia la presa si compromette, e il gelo notturno su una facciata appena finita può rovinarla. All'opposto, il sole pieno d'agosto su un muro esposto asciuga la superficie troppo in fretta rispetto agli strati sotto. Conta anche la pioggia dei giorni precedenti: un muro che ha assorbito acqua va lasciato asciugare prima di essere chiuso da una finitura.

Serve il ponteggio per tinteggiare una facciata?

Dipende dall'altezza e da come si raggiunge la parete. Su un piano singolo o su superfici accessibili possono bastare trabattelli o piattaforme; su edifici più alti il ponteggio diventa la via normale, perché consente di lavorare in sicurezza e con continuità su tutta la superficie. Quando l'impalcatura occupa marciapiede o strada serve l'autorizzazione all'occupazione di suolo pubblico del Comune, che va richiesta prima di iniziare. È un passaggio da mettere in conto in fase di sopralluogo.

Il sopralluogo e il preventivo sono impegnativi?

No. Il sopralluogo serve a guardare il muro con i propri occhi: capire in che stato è il supporto, se ci sono crepe, umidità o vecchie finiture da rimuovere, e quali passaggi servono davvero. Solo dopo si può mettere insieme un preventivo che sta in piedi. Fino a quel momento non c'è nessun impegno da prendere.

Quanto costa rifare una facciata?

Dipende quasi tutto da una cosa sola: quanto muro c'è da ricostruire prima di arrivare alla pittura. Una facciata sana da rinnovare e una con l'intonaco che si stacca sono lavori di ordine di grandezza diverso, e nessun numero dato al telefono può tenerne conto. Per lo stesso motivo non troverai un prezzo al metro quadro su questo sito: sarebbe un numero che non tiene conto del tuo muro. Sopralluogo e preventivo sono gratuiti.

Quanto dura il cantiere?

Non lo diciamo a priori, e il motivo è che quantificarlo senza aver visto il cantiere significherebbe inventarlo. Dipende dal ciclo (una risanificazione antimuffa e una tinteggiatura sono due lavori diversi) e dai tempi di asciugatura che le schede tecniche dei prodotti impongono, e che non comprimiamo: se un prodotto ha bisogno di un giorno, quel giorno se lo prende. Quello che facciamo è dichiarare la tempistica nel preventivo e impegnarci a rispettarla; se per qualsiasi ragione non fosse possibile, te lo diciamo appena lo sappiamo.

Serve un permesso per ridipingere la facciata?

Rifare lo stesso colore di norma resta manutenzione ordinaria. Cambiare colore, o intervenire in centro storico o su un edificio vincolato, è un caso diverso e va verificato con il Comune prima di cominciare. Nel dubbio lo verifichiamo insieme durante il sopralluogo.

Che garanzia ho sul lavoro?

Quattro cose, messe nero su bianco. Che il colore tenga, cioè non viri, non sfiammi e non sbiadisca. Che i materiali siano compatibili con la superficie su cui vanno. Che il lavoro sia eseguito a regola d'arte seguendo le schede tecniche dei produttori. E che il cantiere resti pulito e ordinato, durante le lavorazioni e alla fine. Per riferimento, la responsabilità sulle opere è regolata dall'articolo 1667 del Codice Civile e da quanto scritto nel capitolato.

Chi viene a fare il lavoro?

In cantiere c'è sempre il titolare, tutti i giorni, con gli attrezzi in mano. Con lui c'è un collaboratore fisso, e la squadra si dimensiona sul progetto: quante persone servono per quel lavoro. È una domanda che vale la pena fare a chiunque: sapere chi ti sale sul ponteggio è diverso dal sapere il nome dell'azienda.

Devo andare via di casa mentre lavorate?

Quasi mai. Si lavora per stanze: si libera una zona, si protegge, si chiude alla polvere e si va avanti, così la casa resta vivibile. L'ordine delle stanze si decide insieme prima di cominciare, tenendo conto di dove si dorme e di dove si mangia. Ti chiediamo di lasciarla libera in due casi soli: quando gli ambienti sono stretti e non c'è modo di girare intorno alle cose, e quando in casa ci sono più persone. Meno confusione c'è, meglio e più in fretta viene il lavoro.

Quanto tempo prima di poter tornare a dormire in una camera appena tinteggiata?

Dipende dal prodotto e soprattutto da quanto si cambia l'aria. Con le pitture murali all'acqua che usiamo l'odore è molto contenuto rispetto ai prodotti a solvente, e la buona prassi diffusa è aspettare almeno una notte tenendo la stanza arieggiata, meglio due se si può. Se l'odore persiste, conviene aerare ancora prima di rioccupare la camera.

I mobili li spostate voi?

Li spostiamo noi, li copriamo e li proteggiamo: è compreso. Quello che non si può spostare va al centro della stanza e si copre, e i pavimenti si proteggono per intero: la protezione è parte del lavoro. Lavorare in stanze vuote resta la condizione migliore, e se serve che tu liberi l'immobile te lo diciamo al sopralluogo.

Quanto costa un intervento contro la muffa?

Dipende da quale delle quattro cause c'è sotto, e questa è la ragione per cui non diamo un numero al telefono. Bonificare una parete con condensa superficiale è un lavoro; una risalita o un'infiltrazione sono un'altra categoria, e spesso chiedono un altro mestiere. Il numero arriva dopo la diagnosi, perché è la causa a decidere il lavoro. Il sopralluogo con la diagnosi è gratuito.

Si può tinteggiare sopra una parete già colorata?

Quasi sempre sì, ma dipende da cosa c'è sotto. Se la finitura esistente è ben ancorata e non sfarina, si prepara il fondo e si procede. Se invece si stacca, gessa al tatto o presenta bolle, va rimossa: una pittura nuova stesa su un fondo instabile si porta via insieme a quello vecchio. Il passaggio da un colore scuro a uno chiaro richiede più mani, e alcune tinte molto sature restano visibili in trasparenza se non si isola il fondo prima.

Quando serve rasare il muro e quando basta una mano di pittura?

La rasatura serve quando il problema è la superficie. Un intonaco ondulato, pieno di riprese, con vecchi tasselli o crepe di ritiro non si nasconde con la pittura: la luce radente le mette in evidenza, e più la finitura è satinata più si vedono. In quei casi si rasa per riportare il muro in piano. Se invece la parete è sana e regolare, si stucca quel che serve, si carteggia e si dipinge.

E se piove?

Non si applica. Umidità e temperatura fuori dai limiti del prodotto rovinano la presa, e il difetto salta fuori mesi dopo. Un cantiere di facciata convive con il meteo: si programma sapendolo, e si aspetta quando serve aspettare.

Meglio una finitura opaca o una lavabile?

Sono due compromessi opposti, e la scelta si fa sulla parete che hai davanti. L'opaco perdona le imperfezioni del fondo ma si segna più facilmente. Il satinato e il lavabile reggono la pulizia ma sotto una luce radente mostrano ogni difetto di planarità, quindi chiedono un fondo rasato meglio. Un corridoio con dei bambini e la parete di una camera non hanno bisogno della stessa cosa.

Quanta polvere fa un cantiere di tinteggiatura?

Ne fa, e viene quasi tutta dalla preparazione: carteggiature, stuccature, rasature. Si gestisce confinandola mentre si produce: stanze non in lavorazione chiuse e sigillate, aperture protette, e la protezione che si smonta e si pulisce a ogni fine giornata.

Che differenza c'è fra una pittura lavabile e una traspirante?

Sono due qualità che rispondono a due problemi diversi. Una pittura lavabile ha una superficie più chiusa e compatta: resiste allo sfregamento e si può pulire, il che serve dove i muri si toccano e si sporcano (corridoi, cucine, camerette). Una traspirante lascia invece passare il vapore acqueo, così l'umidità che si forma dentro casa non resta intrappolata sotto la finitura. Più una pittura è lavabile, meno tende a essere traspirante: per questo la scelta si fa stanza per stanza, guardando l'uso e lo stato del muro.

Che prodotto usate sulla mia facciata?

Il prodotto migliore è quello giusto per quel muro. All'esterno la scelta si gioca su due proprietà che tirano in direzioni opposte (tenere fuori l'acqua e lasciare uscire il vapore), e l'equilibrio fra le due si decide guardando com'è fatto il supporto, come è esposto e che cosa c'era prima. È una scelta che facciamo noi e di cui ci prendiamo la responsabilità: nel preventivo trovi scritto quale ciclo proponiamo e per quale caratteristica della tua facciata.

Perché la muffa ricompare anche dopo aver ridipinto?

Perché la macchia è il sintomo di qualcos'altro. La muffa attecchisce dove una superficie resta umida abbastanza a lungo: condensa su una parete fredda, un ponte termico, un'infiltrazione dall'esterno, un ambiente che non si arieggia. Ridipingere copre il segno ma non tocca nessuna di queste condizioni, e il problema si ripresenta. Il primo passo è capire da dove arriva l'umidità: finché quella resta, nessuna finitura può fare il lavoro dell'isolamento o di una riparazione.

Come si capisce se è condensa o umidità di risalita?

Guardando dove sta la macchia e quando compare. La condensa si forma sui punti freddi della stanza (angoli esterni, dietro i mobili addossati al muro, contorni delle finestre, soffitto) e si fa vedere soprattutto nei mesi freddi, quando dentro c'è vapore e la parete è gelida. L'umidità di risalita parte invece dal basso, con una fascia continua che sale dal battiscopa e resta anche d'estate, spesso con intonaco che si sfarina e depositi biancastri di sale. Sono due problemi con due rimedi diversi: confonderli significa intervenire sul posto sbagliato.

La pittura antimuffa risolve il problema?

No, e vale la pena dirlo chiaramente. Una pittura antimuffa contiene principi attivi che ostacolano la crescita del fungo sulla superficie: è un aiuto che lavora sull'ultimo strato. Se la parete continua a bagnarsi (per condensa, per un ponte termico, perché entra acqua), la muffa trova il modo di tornare. Le finiture di questo tipo hanno senso dopo aver affrontato la causa, come ultimo strato di un intervento che è già stato fatto.

Basta arieggiare per evitare la muffa?

Aiuta molto, ma non sempre basta. Cambiare aria porta fuori il vapore prodotto da cucina, doccia, panni stesi e respirazione, e riduce la condensa sulle superfici fredde: è la prima cosa da fare e costa nulla. Resta fuori portata nei casi in cui il muro è freddo per come è costruito, o dove l'acqua arriva dall'esterno: lì il vapore è solo una delle fonti, e il problema resta anche con le finestre aperte.

E se scoprite che non è un problema che potete risolvere voi?

Ve lo diciamo, e non prendiamo il lavoro. Una risalita capillare, un'infiltrazione dalla copertura o da un terrazzo, una perdita da un impianto: sono interventi di natura diversa, e ridipingere sopra vuol dire spendere due volte. In quel caso lasciamo scritto che cosa abbiamo trovato e a chi conviene rivolgersi: abbiamo professionisti di fiducia a cui indirizzare il caso, e li indichiamo di persona, caso per caso.

Si può intervenire d'inverno?

Sì, ed è anche il periodo in cui il problema si vede meglio: la condensa è un fenomeno invernale, e una parete che d'estate sembra a posto d'inverno racconta la verità. Le misure di temperatura e umidità fatte nella stagione fredda dicono molto di più delle stesse misure fatte ad agosto.

In una casa in affitto, chi paga?

Dipende dalla causa, ed è il motivo per cui la diagnosi conta più del preventivo. Di regola la muffa è un vizio dell'immobile e ricade sul proprietario, che deve consegnare la casa idonea all'uso; ricade sull'inquilino quando dipende da come l'immobile viene abitato, per esempio ambienti mai aerati o panni stesi dentro. Noi non stabiliamo chi ha ragione: accertiamo la causa tecnica e la mettiamo per iscritto, che è il documento che serve a entrambe le parti.

Sopralluogo e preventivo sempre gratuiti a Verona e provincia

Si comincia guardando la superficie

Il sopralluogo serve a capire in che condizioni è il supporto e quale ciclo di lavorazione gli serve davvero. Il preventivo arriva dopo, su quello che c'è effettivamente da fare.

Orari
Lunedì - Venerdì 8:00 - 19:00
Dove siamo
Albaredo d'Adige (VR)