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Sanificazione da muffe e umidità

La muffa è acqua che arriva da qualche parte. Prima si capisce da dove, poi si decide cosa fare, e quando serve un altro mestiere lo diciamo. In tutta la provincia di Verona.

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Prima di tutto

Quattro cause diverse, che si somigliano tutte

Sul muro si vede la stessa macchia scura. Sotto però possono esserci quattro fenomeni che non hanno niente in comune: origine diversa, comportamento diverso, soluzione diversa. Confonderli è l'errore più costoso che si possa fare, perché porta a ridipingere quattro volte la stessa parete. Questi sono i segni che li distinguono.

  • Condensa su un ponte termico

    Macchie scure negli angoli, dietro i mobili, lungo il perimetro del soffitto, sulle spalle delle finestre: sempre nei punti più freddi della stanza. Compare d'inverno e peggiora quando si sta in casa. È il caso più frequente, ed è superficiale: l'acqua non arriva da fuori, si forma lì perché quella porzione di muro sta sotto la temperatura a cui il vapore dell'aria torna liquido.

  • Risalita capillare

    Sta in basso e resta in basso: una fascia lungo il piede del muro, alta più o meno sempre uguale, con l'intonaco che si sfarina e si stacca e a volte efflorescenze bianche di sale. Non dipende dalla stagione né da quanto si arieggia. Nessuna pittura risolve una risalita: è un intervento di altra natura, e va detto prima di prendere in mano un pennello.

  • Infiltrazione dall'esterno

    Macchie di forma irregolare che cambiano con la pioggia: dopo un temporale si allargano, in un periodo asciutto si ritirano. Il punto di ingresso è quasi sempre altrove rispetto a dove si vede la macchia: un davanzale, una fessura, una gronda, un terrazzo. Finché resta aperto, qualunque cosa si faccia dentro è provvisorio.

  • Perdita da un impianto

    Una macchia localizzata, sempre nello stesso punto, che non cambia con il tempo atmosferico né con la stagione. Spesso vicino a un bagno, a una cucina o a un attacco di riscaldamento. È la più semplice da riconoscere e la più inutile da ridipingere: prima si chiude la perdita, e non è un lavoro nostro.

Come lavoriamo

Prima si misura,
poi si decide

Su una parete ammuffita si può intervenire in un pomeriggio e vederla tornare in un inverno, oppure spendere un'ora a capire e non rivederla più. Facciamo la seconda. Queste sono le cinque cose che facciamo, e l'ultima è quella che ci distingue.

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  • Si guarda dove sta, e quando compare

    La posizione della macchia dice quasi tutto. In alto negli angoli e sulle spalle delle finestre è un'altra cosa rispetto a una fascia bassa lungo tutto il perimetro, ed è un'altra ancora rispetto a una chiazza irregolare che si muove con la pioggia.

    Chiediamo da quanto tempo c'è, in che stagione peggiora, se è comparsa dopo qualcosa: un cappotto, infissi nuovi, un cambio di abitudini. Quasi sempre la risposta è lì.

  • Si guarda dove sta, e quando compare
  • Tre numeri, presi sul posto

    Temperatura della superficie, umidità relativa dell'aria, ricambio d'aria dell'ambiente: da questi tre numeri si capisce se quella parete è sotto la temperatura a cui il vapore condensa. È la differenza fra una diagnosi e un'opinione.

    Lo strumento da cui si parte è l'igrometro, che dice quanta umidità è rimasta dentro il muro; da lì si distingue una risalita da un'infiltrazione dall'esterno e da un tubo che perde.

  • Tre numeri, presi sul posto
  • La superficie si bonifica prima di chiuderla

    La muffa visibile va rimossa e la superficie trattata prima di applicare qualunque cosa.

    Ridipingere sopra una parete ammuffita significa chiudere il problema dentro: riappare, e riappare più in fretta. La rimozione è la premessa perché il resto abbia senso.

  • La superficie si bonifica prima di chiuderla
  • Il ciclo si sceglie sulla causa

    Su una condensa superficiale ha senso un ciclo che alza la temperatura della superficie e lascia respirare il muro, perché agisce sul meccanismo che genera l'acqua. Su una risalita o su un'infiltrazione lo stesso ciclo è un cerotto.

    È per questo che la scelta arriva dopo la misura e non prima: il prodotto non decide la causa, è la causa che decide il prodotto.

  • Il ciclo si sceglie sulla causa
  • Se non è un lavoro nostro, lo diciamo

    Una risalita capillare, un'infiltrazione da coperture o terrazzi, una perdita da impianto: sono interventi di altra natura e non li risolve un pittore.

    In quei casi diciamo che cosa abbiamo trovato e a chi conviene rivolgersi, e non prendiamo il lavoro. Costa un preventivo, e vale più di un preventivo: è l'unico modo di non vendere una cosa che tornerà com'era.

  • Se non è un lavoro nostro, lo diciamo
  • Si tratta il muro quando è asciutto

    Dove serve andiamo oltre la parte da pittore. Si usano malte osmotiche e rasanti antiumidità, e si aspettano i tempi di asciugatura, che con l'umidità sono metà del lavoro.

    Quando l'acqua è stata tanta (un allagamento, una perdita andata avanti per mesi) installiamo deumidificatori professionali e li lasciamo in opera per giorni, perché il prodotto va steso su un muro asciutto.

  • Si tratta il muro quando è asciutto
Prima e dopo

La parete, prima e dopo la bonifica

La stessa parete prima e dopo: la macchia scura lungo la fascia bassa e nell'angolo, poi la superficie risanata. Tieni premuto sull'immagine per far passare il rullo.

Prima la causa
Posizione della macchia, stagione in cui compare, misure di temperatura e umidità.
Poi la bonifica
La muffa visibile si rimuove e la superficie si tratta: ridipingere sopra la chiude dentro.
Il ciclo segue la causa
Un ciclo anti-condensa ha senso sulla condensa. Su una risalita è un cerotto, e lo diciamo.
DopoDopo
PrimaPrima
Tieni premuto

Il tuo caso

Casa tua, o casa che hai in affitto?

Sembra una domanda burocratica e invece cambia la cosa più concreta di tutte: chi paga. E chi paga dipende dalla causa, che è esattamente quello che il sopralluogo serve a stabilire, per iscritto.

Casa tua

Decidi tu, e decidi anche quanto andare a fondo

Qui la scelta è fra risolvere il sintomo e risolvere la causa, e a volte la seconda è un intervento che non riguarda noi: un cappotto, un infisso, una ventilazione. Il nostro compito è mettere le due opzioni sul tavolo con quello che comportano, e lasciarti scegliere.

  • La diagnosi dice quale delle quattro cause hai davanti
  • Se la soluzione vera non è una lavorazione da pittore, lo scriviamo
  • Sulla sola tinteggiatura non spetta detrazione: è manutenzione ordinaria
Immobile in locazione

Proprietario o inquilino: dipende dalla causa

La muffa in un immobile affittato è un vizio che di regola ricade sul proprietario, perché la casa va consegnata idonea all'uso. Ricade sull'inquilino quando dipende da come viene abitata: panni stesi dentro senza ricambio d'aria, ambienti mai aerati. Distinguere le due cose è una questione tecnica prima che legale, e una relazione scritta vale più di una discussione.

  • Di regola il vizio ricade sul proprietario, salvo che dipenda dall'uso
  • La relazione scritta sulla causa è il documento che serve a entrambe le parti
  • Amministratori, agenzie immobiliari e gestori di affitti sono committenti abituali, con cui il lavoro si ripete nel tempo

Non siamo consulenti legali e non stabiliamo noi chi ha ragione. Accertiamo la causa tecnica e la mettiamo per iscritto: la valutazione giuridica spetta a chi di dovere.

Prima di decidere

Che cosa ti lasciamo dopo il sopralluogo

Su questo servizio il sopralluogo è il servizio. Quello che ne esce è un documento che ti resta in mano anche se il lavoro lo fa qualcun altro, o se non lo fa nessuno.

Sopralluogo e diagnosi sono gratuiti e non impegnano a niente.

  • Quale delle quattro cause hai davanti

    Condensa, risalita, infiltrazione o perdita: scritto, con i segni su cui ci siamo basati. È la riga da cui dipende tutto il resto.

  • Le misure, prese sul posto

    Temperatura delle superfici, umidità relativa, condizioni di ricambio d'aria. Servono a distinguere una parete fredda da una casa poco aerata, che sono due problemi con due soluzioni diverse.

  • Che cosa possiamo fare noi, e che cosa no

    Il confine è scritto nero su bianco. Se quello che serve è un intervento edile, impiantistico o sull'involucro, c'è scritto quello, senza un nostro preventivo che finga di risolverlo.

  • Che cosa cambia se non si tocca la causa

    Perché la muffa torni non serve fare niente di sbagliato: basta che la causa resti. Preferiamo dirlo prima, con i tempi realistici, che farlo scoprire dopo il secondo inverno.

  • I documenti dell'impresa

    Ci sono tutti e sono in ordine, e te li diamo nel momento in cui li chiedi. Quando il preventivo viene accettato si firma un contratto che tutela te e noi allo stesso modo.

  • La garanzia, e fin dove arriva

    Qui più che altrove conta come è formulata. Garantiamo la lavorazione:

    • Materiali compatibili con il supporto.
    • Esecuzione a regola d'arte, seguendo le schede tecniche.
    • Cantiere lasciato pulito e ordinato.
    • L'assenza di muffa dipende anche da come l'ambiente viene abitato e areato, quindi su quella nessuno può dare una garanzia: chi te la dà ti sta promettendo una cosa che non può mantenere.

Vuoi sapere da dove arriva l'acqua?

Veniamo a guardare dove sta la macchia e a misurare la parete. Se è una cosa nostra te lo diciamo, e se non lo è te lo diciamo lo stesso: è la parte più utile del sopralluogo.

Prenota il sopralluogo

Domande frequenti

Perché la muffa ricompare anche dopo aver ridipinto?

Perché la macchia è il sintomo di qualcos'altro. La muffa attecchisce dove una superficie resta umida abbastanza a lungo: condensa su una parete fredda, un ponte termico, un'infiltrazione dall'esterno, un ambiente che non si arieggia. Ridipingere copre il segno ma non tocca nessuna di queste condizioni, e il problema si ripresenta. Il primo passo è capire da dove arriva l'umidità: finché quella resta, nessuna finitura può fare il lavoro dell'isolamento o di una riparazione.

Come si capisce se è condensa o umidità di risalita?

Guardando dove sta la macchia e quando compare. La condensa si forma sui punti freddi della stanza (angoli esterni, dietro i mobili addossati al muro, contorni delle finestre, soffitto) e si fa vedere soprattutto nei mesi freddi, quando dentro c'è vapore e la parete è gelida. L'umidità di risalita parte invece dal basso, con una fascia continua che sale dal battiscopa e resta anche d'estate, spesso con intonaco che si sfarina e depositi biancastri di sale. Sono due problemi con due rimedi diversi: confonderli significa intervenire sul posto sbagliato.

La pittura antimuffa risolve il problema?

No, e vale la pena dirlo chiaramente. Una pittura antimuffa contiene principi attivi che ostacolano la crescita del fungo sulla superficie: è un aiuto che lavora sull'ultimo strato. Se la parete continua a bagnarsi (per condensa, per un ponte termico, perché entra acqua), la muffa trova il modo di tornare. Le finiture di questo tipo hanno senso dopo aver affrontato la causa, come ultimo strato di un intervento che è già stato fatto.

Basta arieggiare per evitare la muffa?

Aiuta molto, ma non sempre basta. Cambiare aria porta fuori il vapore prodotto da cucina, doccia, panni stesi e respirazione, e riduce la condensa sulle superfici fredde: è la prima cosa da fare e costa nulla. Resta fuori portata nei casi in cui il muro è freddo per come è costruito, o dove l'acqua arriva dall'esterno: lì il vapore è solo una delle fonti, e il problema resta anche con le finestre aperte.

Il sopralluogo e il preventivo sono impegnativi?

No. Il sopralluogo serve a guardare il muro con i propri occhi: capire in che stato è il supporto, se ci sono crepe, umidità o vecchie finiture da rimuovere, e quali passaggi servono davvero. Solo dopo si può mettere insieme un preventivo che sta in piedi. Fino a quel momento non c'è nessun impegno da prendere.

Quanto costa un intervento contro la muffa?

Dipende da quale delle quattro cause c'è sotto, e questa è la ragione per cui non diamo un numero al telefono. Bonificare una parete con condensa superficiale è un lavoro; una risalita o un'infiltrazione sono un'altra categoria, e spesso chiedono un altro mestiere. Il numero arriva dopo la diagnosi, perché è la causa a decidere il lavoro. Il sopralluogo con la diagnosi è gratuito.

E se scoprite che non è un problema che potete risolvere voi?

Ve lo diciamo, e non prendiamo il lavoro. Una risalita capillare, un'infiltrazione dalla copertura o da un terrazzo, una perdita da un impianto: sono interventi di natura diversa, e ridipingere sopra vuol dire spendere due volte. In quel caso lasciamo scritto che cosa abbiamo trovato e a chi conviene rivolgersi: abbiamo professionisti di fiducia a cui indirizzare il caso, e li indichiamo di persona, caso per caso.

Si può intervenire d'inverno?

Sì, ed è anche il periodo in cui il problema si vede meglio: la condensa è un fenomeno invernale, e una parete che d'estate sembra a posto d'inverno racconta la verità. Le misure di temperatura e umidità fatte nella stagione fredda dicono molto di più delle stesse misure fatte ad agosto.

In una casa in affitto, chi paga?

Dipende dalla causa, ed è il motivo per cui la diagnosi conta più del preventivo. Di regola la muffa è un vizio dell'immobile e ricade sul proprietario, che deve consegnare la casa idonea all'uso; ricade sull'inquilino quando dipende da come l'immobile viene abitato, per esempio ambienti mai aerati o panni stesi dentro. Noi non stabiliamo chi ha ragione: accertiamo la causa tecnica e la mettiamo per iscritto, che è il documento che serve a entrambe le parti.

Dove lavoriamo

La condensa cambia da un comune all'altro

La muffa da condensa nasce dall'incontro fra una superficie fredda e aria umida, e l'aria qui è umida quasi tutto l'inverno: la pianura padana è una delle zone più nebbiose d'Europa e i corsi d'acqua tengono alta l'umidità atmosferica. Il lago fa storia a sé: mitiga il freddo e aggiunge acqua all'aria.

  • Verona

    Città: molti appartamenti in edifici degli anni della grande espansione, dove i ponti termici di pilastri e travi sono il punto in cui la condensa compare per prima.

  • Albaredo

    Pianura sull'Adige: umidità atmosferica alta per tutto l'inverno, che è la metà esatta della condizione perché la condensa si formi.

  • San Giovanni Lupatoto

    Cintura urbana: appartamenti e palazzine, dove alla condensa da ponte termico si somma spesso un ricambio d'aria ridotto dagli infissi nuovi.

  • Villafranca di Verona

    Case singole e palazzine: capita di trovare tutte e quattro le cause, e per questo qui la diagnosi vale più che altrove.

  • Legnago

    Bassa veronese, la zona di pianura più aperta e più nebbiosa: aria umida a lungo e stanze poco riscaldate sono la combinazione classica.

  • Bussolengo

    Fascia verso il lago, con escursioni termiche più marcate: pareti che si raffreddano in fretta la notte e si riscaldano di giorno.

  • Peschiera del Garda

    Paese di lago: aria più umida vicino all'acqua, e alloggi che restano chiusi e non aerati per mesi fuori stagione.

Sopralluogo e preventivo sempre gratuiti a Verona e provincia

Si comincia guardando la superficie

Il sopralluogo serve a capire in che condizioni è il supporto e quale ciclo di lavorazione gli serve davvero. Il preventivo arriva dopo, su quello che c'è effettivamente da fare.